Agenda 2030 per le persone: inclusione e società

13 Settembre 2019 …………………………………………………………………………………………………………………………………………….


“Trasformare il nostro mondo” è il titolo dell’Agenda 2030 dell’ONU. È fondata su cinque pilastri: People, Planet, Prosperity, Peace, Partnership. Dal 2017, il progetto World Social Agenda adotta di anno in anno una di queste parole come cornici di riferimento dentro le quali scoprire, conoscere, analizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile, al fine di attivare pratiche di cittadinanza attiva.

La prima parola è stata Partnership e ha dato vita ad un percorso dedicato alla costruzione di processi di condivisione in funzione di decisioni comuni e partecipate; la seconda, Planet, ha focalizzato l’attenzione sul territorio e sulla responsabilità di ognuno nella gestione delle risorse ambientali. La terza, People, è centrata sull’umanità e in particolare sulle fragilità con le quali ogni persona convive, siano le proprie o quelle altrui, siano esse più evidenti o meno visibili, già presenti o non ancora manifestate.

Nell’anno scolastico 2019-20, il progetto si propone di approfondire i significati della parola persona, di addentrarsi nei percorsi di costruzione dell’individualità e dell’alterità, per riconoscere il potenziale racchiuso nella presenza di ogni differenza, fisica, mentale, culturale, spirituale, sessuale, ecc., e apprezzarne il ruolo decisivo nella definizione di una società aperta in cui lo spazio è espressione del vissuto che include ogni esperienza nella relazione. L’inclusione è metodo e processo, ma anche condizione a nostro parere imprescindibile per realizzare una società di tutti e tutte in un’ottica di riduzione delle disuguaglianze e di affermazione della giustizia sociale.

L’Agenda 2030 si autodefinisce un programma d’azione per le persone, finalizzato ad assicurare che tutti gli esseri umani possano realizzare il proprio potenziale con dignità ed uguaglianza in un ambiente sano, rafforzando lo spirito di solidarietà globale, in particolare nei confronti dei bisogni dei più poveri e dei più vulnerabili. Per l’ONU si tratta di concentrare gli sforzi su “tutte le persone a prescindere dal sesso, dall’età, dalla razza o dall’etnia, persone con disabilità, migranti, popolazioni indigene, bambini e giovani, specialmente coloro che si trovano in situazioni delicate”, lavorando affinché si verifichino le condizioni per l’“accesso a opportunità di apprendimento permanenti che permettano loro di acquisire gli strumenti e le conoscenze necessarie per partecipare pienamente alla vita sociale”.

Per la World Social Agenda ciò significa continuare nel suo impegno per il diritto al futuro di tutte le persone, con la consapevolezza che la complessità umana e le sue molteplici fragilità non possono essere trattate integralmente e in modo esaustivo all’interno di un breve percorso educativo e formativo.

Ci avvicineremo con maggiore intensità solo ad alcune esperienze di fragilità generative di disuguaglianze all’interno di ambiti quali la disabilità (relazioni, mobilità, studio e lavoro, vita quotidiana, ecc.), la scuola (situazioni di svantaggio e fragilità,cittadinanza non italiana, minoranze, bisogni specifici, bullismo, ecc.), l’ambiente (fragilità del territorio e dell’uomo a confronto), il linguaggio (parole e linguaggi per esprimere le proprie vulnerabilità) e il genere (pari opportunità, differenze sessuali, identità di genere, situazioni non convenzionali, ecc.). Questi ambiti fanno riferimento in particolare ad alcuni dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile:

obiettivo 1 sconfiggere la povertà

obiettivo 2 sconfiggere la fame

obiettivo 3 salute e benessere

obiettivo 4 istruzione di qualità

obiettivo 5 parità di genere

obiettivo 6 acqua pulita e servizi igienico-sanitari

obiettivo 10 ridurre le disuguaglianze

obiettivo 11 città e comunità sostenibili

Il lavoro educativo sarà rivolto al riconoscimento delle disuguaglianze attraverso l’incontro e il contatto con le differenze e a una riflessione sulla percezione della diversità all’interno di contesti di normalità presunte e provvisorie, ma avrà come obiettivo soprattutto il confronto con altri sguardi, con altre prospettive, con altri modi di stare nella vita. La rappresentazione delle differenze e delle fragilità è culturale: essa si modifica in funzione dei modelli sociali di riferimento. Il cambiamento, secondo noi, parte dall’incontro e dal riconoscimento della relatività dei riferimenti. Incontrare la differenza ci può far scoprire che ognuno di noi è portatore di una particolarità più o meno visibile, più o meno vicina ai canoni della normalità estetica, sessuale, ecc. La differenza smette di impressionarci quando ne facciamo abitudine; quando il contatto con essa diventa quotidiano, ripetitivo, straordinariamente familiare.

L’incontro tra persone, tra corpi fragili e/o non ancora fragili, è insostituibile per il raggiungimento di questo obiettivo. In un primo momento, quando la fragilità vincola a tal punto che senza l’altro non si potrebbe far nulla, l’incontro genera relazioni di dipendenza. Progressivamente, il prolungarsi di questa relazione rivela che il bisogno dell’altro è reciproco. E la scoperta della nostra totale interdipendenza è l’elemento generativo di una nuova visione di società, di una realtà inclusiva, in cui ogni persona può mettersi in gioco per migliorare se stessa e la comunità. Questa è la direzione verso la quale vorremmo provare a camminare.

Qualche anno fa ci eravamo detti impariamo a “fare la differenza”. Lo ripetiamo ora, ma oggi come ieri vogliamo provare prima a recuperare “virtù sociali che dovrebbero essere semplicemente umane: l’attenzione e la sensibilità verso il prossimo, l’empatia e la capacità di identificarsi nell’altro, saper ascoltare, consolare, accudire, curare” (Lipperini L., Ancora dalla parte della bambine, Feltrinelli, 2007).

Presentazione People in pdf

 

Share this Story

Lasciaci la tua opinione!

La tua email non verrà pubblicata.

Questo blog nasce nell’ambito del progetto europeo Global Issues Global Subjects grazie al contributo di ACS – Associazione di cooperazione e solidarietà, è rivolto ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado aderenti al progetto World Social Agenda di Fondazione Fontana Onlus.