Educazione alla Cittadinanza Globale e Planet

 

L’Agenda 2030 dell’ONU ha per titolo Trasformare il nostro mondo e si fonda su cinque pilastri. Ognuno di essi è espresso attraverso una parola che inizia con la lettera P: Partnership, Planet, People, Prosperity, Peace. La prima P incontrata è stata quella di Partnership. La seconda,  quella che il progetto World Social Agenda intende approfondire nell’anno scolastico 2018-19, è quella di Planet. L’obiettivo è di attivare una riflessione sul territorio e sulla possibilità che ognuno possa assumersi delle responsabilità nei confronti della sua gestione. L’ambiente è mezzo e fine di questa gestione ed elemento costitutivo degli spazi che abitiamo. Si assume che ogni territorio sia il risultato storico e geografico dell’interazione fra una società insediata e un ambiente dalle risorse più o meno disponibili.

L’Agenda 2030 mira al raggiungimento di alcuni obiettivi di sostenibilità specifici legati all’ambiente e alle responsabilità affidate ai gruppi umani in termini di gestione delle risorse:

6 – ACQUA: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie

7 – ENERGIA: Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

11 – CITTÀ: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

12 – CONSUMO E PRODUZIONE: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

13 – CAMBIAMENTO CLIMATICO: Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze

14 – VITA SOTT’ACQUA: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile

15 – VITA SULLA TERRA: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica

……………………………………………………………………………………………………………………………….

È sulle relazioni tra il sistema sociale e quello ambientale che si misura il progetto di sostenibilità di ogni territorio. Su di esse è più che necessario lavorare per scoprirne le caratteristiche, conoscerne i meccanismi, rinsaldare e rifondare il patrimonio territoriale sul quale ogni giorno uomini e donne agiscono. Questo lavoro non comporta un ritorno a relazioni di servitù tra gli uomini e la natura: tecniche e tecnologie innovative, soft, appropriate, bio ed ecologiche in termini di qualità del paesaggio e di costruzione del territorio hanno già compiuto un po’ di strada. Gli strumenti per una rinascita sostenibile dei luoghi ci sono. Ciò su cui andrebbe maggiormente posta l’attenzione è il recupero di un rapporto con il territorio più vitale, più umano, un riavvicinamento fisico alla natura – acqua, aria, suolo, energia – e alle forme di convivenza che sono il reale presidio del territorio stesso, cioè le comunità locali.

Il territorio al quale facciamo riferimento è l’opera d’arte più straordinaria che l’umanità abbia potuto realizzare a partire da un atto di trasformazione della natura attraverso l’influenza della cultura. È l’esito di un progetto sociale fatto di obiettivi, risorse, strategie; risultato di pratiche di produzione, uso, trasformazione che necessita di cure per continuare ad esistere. È l’ambiente dell’uomo, e della donna, senza il quale non sarebbero possibili azioni vitali. Necessita quindi di essere sostenibile, cioè duraturo nel tempo e ancorato allo spazio. La sostenibilità è da intendersi come insieme di relazioni virtuose tra le componenti del territorio stesso: l’ambiente naturale, l’ambiente costruito, l’ambiente antropico e sociale.

Per questo la “questione ambientale” non può essere intesa solo un problema tecnico, settoriale, ma relazionale perché essa non è altro che il prodotto di una serie di azioni costruttrici e distruttrici messe in atto nel corso del tempo da uno o più gruppi umani. Per questo la responsabilità diventa la cifra di un agire che non solo conosce e riconosce limiti e opportunità dello sviluppo sostenibile di un territorio, ma ne è consapevole a tal punto da farsene carico e da prendersene cura. Pratiche, queste ultime, che si educano facendo leva sul senso di appartenenza ad un luogo. Pratiche sulle quali si possono attivare comportamenti e sentimenti di proprietà condivisa, di ownership si direbbe in inglese, attraverso le quali il territorio diventa soggetto collettivo, espressione della “potenza” di un gruppo sociale.

……………………………………………………………………………………………………………………………….

Alessio Surian (Università degli Studi di Padova), nella formazione con i docenti, ha affrontato la questione degli obiettivi di sostenibilità ambientale in relazione ai principi dell’educazione alla cittadinanza “globale”.  Per chi avesse piacere di ascoltare o riprendere i contenuti della formazione, qui di seguito sono disponibili la presentazione e la traccia audio dell’incontro . 

Pianeta e cittadinanza globale: storie, approcci e strumenti. di A. Surian Alessio Surian: traccia audio della formazione

Per approfondimenti, 

  • Zavalloni G., La pedagogia della lumaca. Per una scuola lenta e solidale, EMI, Bologna, 2008.

……………………………………………………………………………………………………………………………….

Cara insegnante, caro insegnante, siamo interessate a capire cosa ne pensi di quanto detto e proposto durante l’incontro. Hai già sperimentato attività o percorsi legati all’ambiente e al territorio? Con quali obiettivi? Con quali ricadute? Ti ringraziamo per quanto scriverai qui sotto nello spazio dedicato ai commenti. 

Share this Story

10 Comments


  1. Lucia Gennaro

    settembre 13, 2018 at 4:25 pm

    …finalmente uno spazio per esprimere la mia opinione! Bella la formazione di oggi!

    Reply

    • blog_insegnanti

      febbraio 12, 2019 at 9:38 am

      Concordo con te, Lucia! Una bella formazione!

      Reply

  2. Sara Bin

    settembre 13, 2018 at 4:44 pm

    Grazie. Alessio ha stimolato la mia curiosità. Sto pensando a quanti lavori legati all’ambiente e alla cittadinanza si potrebbero fare in classe. Immagino le esperienze siano molteplici. Qualcuno ha tempo e voglia di condividere qualche attività fatta? Vi ringrazio.

    Reply

    • blog_insegnanti

      febbraio 12, 2019 at 9:37 am

      Grazie Sara. Condivido quanto hai scritto: gli spunti dell’intervento di Alessio sono stati molteplici e sicuramente ciascun insegnante può ritrovare qualcosa che ben si colleghi con i propri interessi personali o con la propria didattica.

      Reply

  3. Rosario Montana

    dicembre 18, 2018 at 4:11 pm

    Ritengo molto interessanti le tematiche esposte, che ho utilizzato in alcune delle mie lezioni. Rendere consapevoli gli alunni degli eventi globali come inquinamento dell’aria, sfruttamento indiscriminato del suolo e uso non intelligente delle risorse ha portato ad interrogarci e a cercare di trovare il giusto modo di vivere nel rispetto dell’ambiente . Ho potuto rilevare che i ragazzi sono molto sensibili alle questioni su citate.

    Reply

    • blog_insegnanti

      febbraio 12, 2019 at 9:18 am

      Grazie per il tuo commento Rosario, ci fa piacere leggerlo! Gli alunni sono sensibili e interessati a ciò che succede nei loro territori e conservano un senso di cura e protezione della natura.
      Ricorda che nella sezione laboratori sono anche disponibili suggerimenti di lettura, ascolto e visioni divisi per ordine e grado scolastico degli alunni.

      Reply

  4. nicla de vincenzo

    gennaio 7, 2019 at 2:41 pm

    Le tematiche prese in considerazione durante questo incontro sono state molto interrssanti e mi hanno fornito utili spunti di riflessione da condividere con i miei alunni di classe quarta primaria. Abbiamo parlato dell’inquinamento dell’aria e di come alcuni nostri comportamenti, per esempio recarsi a scuola a piedi, possano contrbuire al rispetto dell’ambiente

    Reply

    • blog_insegnanti

      febbraio 12, 2019 at 11:00 am

      Nicla, grazie per aver condiviso qui la vostra esperienza di classe. I bambini stanno raggiungendo la scuola a piedi più frequentemente? Sai se hanno fatto attuare ai genitori dei cambiamenti nelle loro abitudini?
      Questa riflessione è davvero importante per creare un senso di responsabilità verso i beni comuni e il contrasto all’inquinamento e ai cambiamenti climatici, a partire da facili azioni quotidiane.
      Stefania

      Reply

  5. Rosaria Ferreri

    gennaio 15, 2019 at 11:49 am

    Incontro interessante, spesse volte pensiamo al nostro “Io” non riflettendo e non assumendoci le responsabilità nella gestione del nostro territorio. A scuola abbiamo sperimentato un percorso legato all’ambiente, letture animate e discussione in classe su come tenere pulito il nostro ambiente e che da “Noi” dipende il benessere futuro. Abbiamo realizzato un cartellone con mare splendido e pesci colorati. Obiettivo? Tenere il mare pulito, non sprecare la carta e riciclare la plastica.

    Reply

    • blog_insegnanti

      febbraio 12, 2019 at 10:56 am

      Grazie Rosaria!
      Saremmo molto curiose di vedere il cartellone realizzato dai tuoi alunni. Dove l’avete appeso? Inviamelo a stefania.cavallaccio@acs-italia.it .
      Importantissimo, fin dalla primaria (ma anche prima, ne abbiamo un esempio nella pagina della formazione su Territorio e gestione dell’ambiente!) responsabilizzare gli alunni a prendersi cura di una Terra da cui dipende il nostro futuro e di cui abbiamo bisogno.
      Grazie mille per la condivisione.
      Stefania

      Reply

Leave a Reply to Rosario Montana Cancel reply

La tua email non verrà pubblicata.

Questo blog nasce nell’ambito del progetto europeo Global Issues Global Subjects grazie al contributo di ACS – Associazione di cooperazione e solidarietà, è rivolto ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado aderenti al progetto World Social Agenda di Fondazione Fontana Onlus.