Disabilità e inclusione a scuola

12 Novembre 2019 …………………………………………………………………………………………………………………………………………

Quello di disabile è un concetto di difficile definizione. Legato a una malattia o a una condizione sociale, prodotto dalla “natura” o dalla “cultura”? L’errore sta tutto nel privilegiare troppo uno di questi aspetti. Sicuramente la persona con disabilità “soffre” di qualcosa di specifico. Altrimenti saremmo tutti disabili. Se fosse solamente la società a determinare la situazione di disabilità allora basterebbe rimuovere le cause economiche per dare pari opportunità. Invece dobbiamo essere realisti coniugando, come del resto fa l’Organizzazione mondiale della sanità, il deficit presente con le condizioni sociali, ambientali, culturali, politiche, sanitarie che possono aumentare o diminuire lo svantaggio generato da vari tipi di cause (menomazioni, malattie…). Dunque l’inclusione o meno, le possibilità offerte o negate, incidono profondamente sulla qualità della vita – e quindi anche della salute “fisica” – della persona con disabilità.

Da questo punto di vista, slegando quel nodo che legava indissolubilmente disabilità con malattia, si capisce come queste persone possono diventare una vera risorsa per la società. Si conclude così la fase assistenzialistica dell’approccio alla disabilità. Scoprendosi tutti un po’ vulnerabili, si comprenderà anche come tutti possono trovare il proprio posto nella comunità. Diventa allora fondamentale squarciare il velo degli stereotipi, immaginando soluzioni nuove e impensate.

Lo sviluppo umano globale passa attraverso le persone con disabilità. Migliorare le città, l’ambiente, la realtà virtuale delle nuove tecnologie in favore e insieme a queste persone diventa il modo più sicuro per offrire un orizzonte di futuro per ciascun abitante del pianeta, anche se all’apparenza ricco e in salute.

La sfida è migliorare la qualità della vita a partire dai Paesi più svantaggiati, là dove a volte la disabilità è considerata una colpa oppure una vergogna da nascondere. L’assenza dei servizi minimi alimenta un circolo vizioso in cui i poveri e i vulnerabili, sotto ogni aspetto, diventano sempre più emarginati. Rompere questo circolo con la consapevolezza che un’altra via è possibile, è la priorità di quanti come la WSA ambiscono di lavorare per cambiare in positivo il mondo.

Piergiorgio Cattani, giornalista e scrittore, direttore della testata Unimondo.org

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Questo blog nasce nell’ambito del progetto europeo Global Issues Global Subjects grazie al contributo di ACS – Associazione di cooperazione e solidarietà, è rivolto ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado aderenti al progetto World Social Agenda di Fondazione Fontana Onlus.