Fuoco: energia pulita e accessibile

15 novembre 2018

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Energia pulita e accessibile: una questione di scelte?

L’energia è un diritto, ma è anche un privilegio. A livello globale l’accesso all’energia elettrica è ancora un diritto negato per oltre un miliardo di persone, come pure quasi tre miliardi di persone non hanno la possibilità di cucinare utilizzando fonti “pulite” (clean cooking) come gas ed elettricità che inquinano meno del carbone, preservano la salute e la sicurezza delle famiglie e dei contesti domestici.

L’energia è vita. Da un punto di vista temporale proprio la tecnologia e le sue innovazioni, combinate con le risorse energetiche, hanno dato una svolta alla nostra relazione con il pianeta e con le altre persone condizionandoci e determinando il nostro stile di vita. La macchina a vapore e il carbone, il motore a combustione interna e il petrolio sono state combinazioni di invenzione e risorsa senza le quali non avremmo avuto né la rivoluzione industriale né la catena di montaggio. Sarebbe interessante provare a chiedere a qualche testimone non più giovanissimo cosa ha significato l’arrivo della rete elettrica nelle abitazioni o del gas nei fornelli di casa. Forse viene difficile oggi immaginare questi servizi come rivoluzionari, ma per chi ha vissuto la loro introduzione e diffusione è stato un evento straordinario. La luce elettrica ha dato la possibilità di estendere la giornata non solo lavorativa, ma anche ricreativa, sociale, culturale, ecc..: leggere, studiare, andare al cinema, incontrarsi… E proprio la diffusione dell’energia elettrica sta ancora crescendo ovunque nel mondo come pure il suo utilizzo: stiamo forse andando verso una società all electric? Guardando ai processi produttivi (stampa 3D, forni ad induzione, ecc.), all’edilizia più moderna (pompe di calore, cottura a induzione, ecc.), alla mobilità (veicoli elettrici e la logistica autonoma) sembra che la risposta alla domanda sia affermativa.

Le enormi possibilità date dall’energia elettrica e dal petrolio hanno contribuito agli attuali livelli di sviluppo, ma anche di inquinamento influenzando profondamente i cambiamenti climatici. Circa il 60% delle emissioni totali globali di gas serra è prodotto da fonti energetiche. Il loro sfruttamento, nella corsa sfrenata verso una crescita illimitata, sta dando segni di cedimento e di difficoltà. Le risorse non sono infinite e alcune non sono rinnovabili.

L’intreccio tra questione energetica, cambiamento climatico e sicurezza globale evidenzia che l’attuale modello di sviluppo fondato sull’energia fossile non è più sostenibile nel tempo e nello spazio. Il futuro richiede una profonda trasformazione nelle modalità di produzione e consumo dell’energia e, di conseguenza, nella produzione di beni e servizi, nella mobilità di persone e merci, nei livelli di confort e di benessere che dovranno essere alimentati da tecnologie che producono energia usando il sole, il vento, le maree. Le energie rinnovabili rappresentano dunque l’orizzonte per la realizzazione di un sistema economico e sociale sostenibile per le presenti e future generazioni. Cina, India e Stati Uniti producno circa due terzi del totole mondiale di carbone e sono tra i principali consumatori a livello globale; ma sono anche tra i principali investitori in energie rinnovabili. Soprattutto per quanto riguarda la Cina, la situazione è contradditoria ed estremamente interessaante. I dati in aumento sulla produzione del carbone vanno nella direzione opposta rispetto agli impegni presi dal governo con gli accordi di Parigi (COP21), nel dicembre 2015, e nello stesso le scelte del paese mettono in luce la volontà della Cina vuole imporsi come leader mondiale nel settore delle rinnovabili.

Alla scala internazionale c’è convinzione nel fatto che la sostenibilità energetica convenga dal punto di vista ambientale, economico, sociale, ma serve più impegno dal punto di vista istituzionale, collettivo ed individuale. Anche il nostro contributo conta. La sostenibilità è responsabilità di tutti e di ognuno.

Uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, l’obiettivo 7, è interamente focalizzato sull’energia pulita e accessibile e mira ad assicurare a tutte le persone l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. Ad esso si aggiungono una serie di misure fondamentali per il suo raggiungimento quali:

  • il raddoppio dell’efficienza energetica;
  • il rafforzamento della cooperazione internazionale per facilitare l’accesso alla tecnologia e alla ricerca di energia pulita, comprese le energie rinnovabili, all’efficienza energetica e alla tecnologia avanzata e alla più pulita tecnologia derivante dai combustibili fossili;
  • la promozione di investimenti nelle infrastrutture energetiche e nelle tecnologie per l’energia pulita;
  • l’espansione dell’infrastruttura e l’aggiornamento della tecnologia per la fornitura di servizi energetici moderni e sostenibili per tutti i paesi in via di sviluppo, in particolare per i paesi meno sviluppati, i piccoli Stati insulari, e per i paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare, in accordo con i loro rispettivi programmi di sostegno.

È proprio quest’ultima misura ad essere una priorità: chi decide deve essere in grado’ di optare per tecnologie che diano risposte efficaci alla redistribuzione delle risorse. L’attuale configurazione basata su un accesso diseguale alle risorse energetiche è troppo costosa soprattutto dal punto di vista sociale.

In che modo l’Italia sta costruendo il suo profilo energetico sostenibile? Quanto il nostro paese è efficiente dal punto di vista energetico? Non molto. Il carbone fossile resta la principale fonte energetica o meglio il “combustibile di transizione” sul quale si base la strategia energetica nazionale e le alternative più rinnovabili fanno fatica a decollare.

Il Servizio Elettrico Nazionale necessiterebbe di una riforma come pure la Carbon Tax dovrebbe essere più efficacemente promossa. Negli ultimissimi anni, in Italia sono aumentati i consumi energetici (+1,3%) ed è diminuito il contributo per le energie rinnovabili (-4,3%). Se a livello nazionale la situazione è abbastanza stabile, è a livello regionale che si riscontrano i risultati migliori dove in alcuni casi si ha un incremento del 10% sull’uso di energie alternative come in Valle d’Aosta, Basilicata e Sardegna. Sono gli enti locali a dover essere maggiormente coinvolti nella promozione e diffusione delle energie rinnovabili ed è inoltre necessario lavorare affinché l’energia prodotta per mezzo di impianti alimentati con fonti energetiche rinnovabili abbia lo stesso prezzo dell’energia prodotta da fonti convenzionali.

Come spesso accade la strada del cambiamento è già intrapresa e probabilmente sarà più rapida di quanto possiamo immaginare, ma il suo andamento resta ancora fortemente condizionato dalla volontà effettiva di superare un’economia e uno stile di vita centrati sull’uso dei combustibili fossili.

 

“Energia pulita e accessibile: una questione di scelte?”: introduzione di Sara Bin “Energie: una questione di scelte?”: intervento di Arturo Lorenzoni “Energie rinnovabili”: intervento di Piero Decandia Traccia audio della formazione Glossario e abbreviazioni
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